Croce Rossa Imola, ogni giorno accanto alle persone
Dall’emergenza sanitaria al sostegno delle famiglie in difficoltà, dall’assistenza durante gli eventi pubblici alla Protezione civile. La Croce Rossa Italiana - Comitato di Imola è una presenza quotidiana e capillare al servizio della comunità. Una storia iniziata nel 1888 e proseguita adattando attività e competenze ai bisogni di un territorio in continua trasformazione.
Oggi il Comitato può contare su 283 volontari, ai quali si aggiungono decine di persone provenienti da comitati limitrofi, che operano in campo sanitario, sociale, formativo e nell’ambito delle emergenze. Nel solo 2025 i suoi mezzi hanno percorso oltre 237 mila chilometri in attività sanitarie, svolgendo 2.334 servizi di trasporto infermi e garantendo 338 presenze a manifestazioni ed eventi.
A raccontare questa realtà è Alessandro Brunori, presidente della Croce Rossa Italiana - Comitato di Imola.
Presidente Brunori, qual è oggi l’attività più conosciuta della Croce Rossa di Imola?
“Sicuramente quella sanitaria. Operiamo con i nostri mezzi in supporto al sistema del 118, attraverso una convenzione con l’Azienda sanitaria. Le ambulanze sono attive tutti i giorni e garantiamo anche il servizio di emergenza nelle ore serali, intervenendo sempre tramite la centrale del 118. Accanto al soccorso, ci occupiamo del trasporto delle persone che, per ragioni di salute o mobilità, non possono utilizzare mezzi propri: pazienti dimessi dall’ospedale, persone con mobilità ridotta che devono sottoporsi a visite specialistiche oppure raggiungere una clinica o un’altra struttura sanitaria”.
Il Comitato dispone di sette ambulanze, un’unità operativa mobile e tre mezzi di servizio. Oltre all’emergenza e al trasporto assistito, garantisce la presenza sanitaria durante eventi sportivi, concerti, manifestazioni pubbliche e appuntamenti di grande richiamo, compresi quelli ospitati all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari.
Qual è il territorio nel quale operate?
“Il nostro riferimento principale è il circondario Imolese, ad esclusione di Castel San Pietro Terme e Medicina che fanno invece capo al Comitato di Bologna. Questo non impedisce una collaborazione molto forte fra i diversi territori. La Croce Rossa ha una struttura e modalità operative ben definite. I principi, la formazione e le procedure sono gli stessi ovunque. Può sembrare una forma di rigidità, ma è proprio questa organizzazione a garantire continuità, preparazione e coerenza nel servizio, indipendentemente dal luogo in cui siamo chiamati a intervenire”.
La formazione è dunque un elemento centrale.
“Assolutamente. Organizziamo corsi aperti alla popolazione sull’utilizzo del defibrillatore, sulle manovre salvavita e sulla disostruzione pediatrica. Entriamo anche nelle scuole, perché crediamo moltissimo nell’importanza dell’informazione sanitaria e della prevenzione.
Abbiamo inoltre un gruppo Giovani molto attivo. Quando sono i ragazzi a parlare ad altri ragazzi, il messaggio arriva in maniera diversa e spesso più efficace. Affrontano temi come la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, le dipendenze, il clima, l’ambiente, i corretti stili di vita e, più in generale, le questioni che riguardano da vicino le nuove generazioni”.
Nel 2025 la CRI di Imola ha coinvolto 624 giovani in incontri di primo soccorso e altri 140 in attività di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, promuovendo inoltre iniziative dedicate alla cittadinanza attiva, alla sicurezza in caso di alluvione e alla tutela dell’ambiente.
Come si diventa volontari della Croce Rossa?
“Il primo passo è il corso base, durante il quale si conoscono la storia e l’organizzazione della Croce Rossa, il diritto internazionale umanitario, i sette Principi fondamentali e si apprendono le prime nozioni di primo soccorso. Dopo la formazione iniziale, ciascuno può scegliere il proprio percorso. Chi desidera operare in ambulanza affronta una formazione sanitaria impegnativa, articolata su diversi livelli, seguita da un lungo periodo di affiancamento. Per diventare soccorritori autonomi possono essere necessari anche un paio d’anni: è il tutor, dopo aver seguito e valutato la persona, a stabilire quando sia pronta”.
Ma l’ambulanza è soltanto una delle possibilità offerte ai volontari. “C’è chi sceglie l’ambito dell’inclusione sociale - spiega Brunori -il cui obiettivo è sia di fornire un aiuto immediato, sia di accompagnare le persone verso il recupero dell’autonomia, collaborando in rete con enti e associazioni attivi sul territorio.
Gestiamo uno sportello sociale aperto alle persone che si trovano ad attraversare momenti di difficoltà, distribuiamo generi alimentari, collaboriamo con l’Emporio solidale No Sprechi, portiamo i clown in pediatria, lungodegenza e nelle residenze per anziani. Sosteniamo le attività rivolte alle persone con Parkinson, assistendole in palestra e in piscina, e gestiamo il Mercatino solidale di via Serraglio, dove gli abiti vengono recuperati e messi nuovamente a disposizione delle famiglie”.
Nel 2025 sono state assistite 219 famiglie, distribuiti 1.391 pacchi viveri ed effettuate 156 uscite dell’Unità di Strada. Il Mercatino solidale ha garantito 128 giornate di apertura, mentre i volontari clown hanno assicurato 49 presenze fra pediatria, lungodegenza e case di riposo.
Che cos’è l’Unità di Strada?
“Tre sere alla settimana un gruppo composto generalmente da tre o quattro volontari incontra le persone senza dimora. Porta coperte e beni di prima necessità, ma soprattutto offre ascolto e possibilità di dialogo. Non si tratta di un’attività sanitaria, bensì di una presenza umana e di prossimità.
Non tutti i Comitati svolgono questo servizio. Per questo vengono da noi anche volontari di altri comitati come Bologna, Faenza, Lugo, desiderosi di formarsi e fare esperienza. È un’attività impegnativa, ma viene svolta molto volentieri”.
La Croce Rossa è anche parte integrante del sistema di Protezione civile.
“Chi sceglie questo percorso affronta un alto tipo di formazione, molto strutturata. Servono operatori logistici, addetti alle telecomunicazioni, persone capaci di organizzare una cucina da campo e di gestire l’accoglienza e il funzionamento di una struttura durante un’emergenza. Lo abbiamo visto chiaramente con l’alluvione del 2023. In quell’evento il Comitato contribuì all’attivazione del centro di accoglienza nella palestra Ravaglia e nell’ex sede dell’Inps, dove abbiamo allestito e gestito per oltre un mese un campo base che accoglieva quotidianamente tra le cento e le duecento persone: squadre di soccorso, psicologi, medici, assistenti sociali, volontari e famiglie in difficoltà, oltre alle squadre che operavano sul territorio e le squadre della Protezione Civile provenienti anche da Paesi europei. Dormivano e mangiavano nella struttura, mentre noi assicuravamo l’organizzazione e il supporto logistico”.
“I nostri operatori sono intervenuti anche in occasione di altri grandi eventi, dai terremoti dell’Aquila e delle Marche fino alle emergenze più recenti. La preparazione serve proprio a questo: essere pronti a partire e a lavorare insieme e collaborare con persone provenienti da tutta Italia, utilizzando procedure condivise”.
Come viene sostenuta economicamente una struttura così articolata?
“La Croce Rossa deve autofinanziarsi. Dopo la riforma avviata nel 2012, il livello nazionale continua a indicare principi e modalità operative comuni, ma i Comitati territoriali sono autonomi dal punto di vista gestionale ed economico. La sede, le manutenzioni ordinarie e straordinarie, i mezzi e tutte le attrezzature necessarie sono a nostro carico. Le risorse derivano dai servizi sanitari svolti, dalle donazioni di imprese, aziende e cittadini del nostro territorio e dal prezioso impegno dei volontari stessi.
A cosa sarà destinato il contributo della BCC Romagna Occidentale?
“Stiamo lavorando all’acquisto e all’allestimento di una nuova ambulanza. Il progetto ha avuto origine anche grazie al lascito testamentario di un nostro sostenitore. Ogni volta che veniva a rinnovare la sua quota associativa ripeteva una frase che non abbiamo dimenticato: ‘La Croce Rossa bisogna aiutarla ma non averne bisogno’ - ricorda sorridendo il presidente Brunori -. Un’ambulanza, però, non deve soltanto essere acquistata: va completamente allestita con attrezzature sanitarie e dispositivi adeguati. Per questo ogni contributo è prezioso”.
È in questo percorso che si inserisce il sostegno della BCC Romagna Occidentale, che per la prima volta ha scelto di affiancare il Comitato imolese e che contribuirà all’allestimento della nuova ambulanza, e di questo vi siano grati e riconoscenti.
“L’aiuto della BCCRO è molto utile e come tutti i contributi, ci permette di poter svolgere i servizi a favore della popolazione e del territorio. Tanta è la speranza di avviare un percorso che possa proseguire negli anni.
Il rapporto è nato grazie al contatto con il direttore della filiale e si è sviluppato con grande disponibilità. Abbiamo avuto anche l’opportunità di incontrare il Presidente della Banca, riscontrando un interesse autentico per il nostro lavoro e per il mondo del volontariato. È stata un’attenzione molto gradita e apprezzata, che conferma la vicinanza della BCC Romagna Occidentale alle realtà impegnate ogni giorno sul territorio”.
Come possono avvicinarsi i cittadini alla Croce Rossa?
“La nostra sede si trova in via Meloni 4, a Imola, e siamo presenti indicativamente dalle 8 alle 18. Il Mercatino solidale si trova invece in via Serraglio 12/B.
Per avere ulteriori informazioni sulle attività svolte e sui progetti futuri, ci si può rivolgere ai nostri uffici o incontrarci durante le nostre uscite promozionali, nelle fiere e nelle manifestazioni cittadine. Per diventare volontario di Croce Rossa ci si può rivolgere ai nostri uffici o registrarsi sul portale nazionale GAIA gaia.cri.it. In tal modo, quando viene organizzato un corso in uno dei Comitati vicini alla propria residenza, la persona viene contattata.
È inoltre possibile diventare sostenitori continuativi della Croce Rossa con una quota annuale di 20 euro, effettuare donazioni, sostenere progetti specifici, destinare al Comitato di Imola il 5 per mille. Ogni forma di partecipazione, anche la più piccola, ci consente di continuare ad aiutare chi ha bisogno”.