Quando aiutare una famiglia significa salvare un futuro
Ci sono bambini che aspettano una vacanza per vedere il mare. Altri che aspettano una visita medica per sperare di poter continuare a camminare. Altri ancora rischiano di essere allontanati dalla propria famiglia perché in casa non ci sono più i soldi per pagare le bollette.
È accanto a loro che opera “Insieme per un futuro migliore - Progetto bimbi nel mondo”, l’associazione di Fontanelice e attiva in tutto il Circondario imolese, impegnata da anni nell’accoglienza e nel sostegno dei minori che vivono in situazioni di povertà, malattia e profonda fragilità.
Un impegno nato nel 1997 con la Bielorussia e con le piccole vittime del disastro di Chernobyl. Un lavoro mai interrotto. “Non abbiamo abbandonato quei bambini: continuiamo a ospitare, anche se in numero limitato, alcuni minori bielorussi” racconta Arena Ricchi, presidente dell’associazione. Le difficoltà nel portare avanti i progetti nel Paese, oggi colpito dal fronte di guerra, hanno però spinto l’associazione ad allargare il proprio raggio d’azione alla Moldova, una delle nazioni più povere d’Europa.
Qui è nato il gemellaggio con una scuola di Ciuciuleni, città nel distretto di Hîncești. Durante l’intero anno scolastico l’associazione garantisce il pagamento della mensa a 139 bambini le cui famiglie non potrebbero permettersela.
Può sembrare un gesto semplice. Ma per quei bambini un pasto caldo non è soltanto qualcosa da mangiare. È la possibilità di andare a scuola senza avere fame, di concentrarsi, di sentirsi uguali agli altri. È un piccolo pezzo di normalità, quando la normalità sembra un privilegio.
“In questi giorni l’accoglienza è tornata anche a Imola, dove sono ospitati otto adolescenti moldavi, accompagnati da due educatrici - racconta la presidente -, per trascorrere un periodo di vacanza lontano dalle difficoltà quotidiane”. Giorni fatti di attenzioni, scoperte e sorrisi che, per chi arriva da contesti durissimi, possono diventare ricordi da custodire per tutta la vita.
L’impegno dell’associazione si estende anche ai bambini che devono affrontare la prova più dolorosa: la malattia. “In collaborazione con altre sette realtà a noi vicine, il progetto sostiene l’accoglienza a Genova di quattro bambini in remissione oncologica, seguiti dall’ospedale Gaslini - spiega Arena Ricchi -. A Imola in questi giorni è inoltre presente una bambina di nove anni, affetta da una malattia degenerativa alle gambe, che sta seguendo un percorso di cura all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna”.
Dietro ogni intervento c’è una storia precisa. “Tempo fa ci fu presentata una famiglia che aveva accumulato sei mesi di bollette non pagate e rischiava di perdere i propri figli - continua Ricchi -: abbiamo saldato quanto necessario per consentire loro di rimanere insieme. Un’altra storia che colpisce è quella del bambino con una grave disabilità che deve raggiungere periodicamente l’ospedale; per lui viene pagato il taxi che lo accompagna alle visite. E poi - conclude il racconto -, riusciamo ad aiutare questi bambini in remissione ma ne accoglieremmo anche di più. Purtroppo le cure che ricevono nel loro Paese sono talmente di bassa qualità che la maggior parte di loro non ce la fa a superare la malattia”.
Sono gesti che non fanno rumore, ma cambiano la vita. “Accogliamo i ragazzi in Italia e, allo stesso tempo, cerchiamo di sostenere chi resta in Moldova - spiega la presidente -, soprattutto le famiglie più fragili, colpite dalla povertà o dalla malattia. La scelta di operare in questo Paese è nata anche da indicazioni istituzionali, proprio perché il bisogno è enorme”.
Da alcuni anni questo percorso può contare sul sostegno della BCC della Romagna Occidentale, che offre un contributo e affianca l’associazione anche nella gestione tecnica delle operazioni con la Moldova.
“Siamo molto contenti della collaborazione con la Banca. Riceviamo un’assistenza qualificata, attenta e paziente, fondamentale per riuscire a portare a termine ogni intervento nel modo corretto”, conclude Arena Ricchi.