Percorrendo la valle del fiume Senio, si rimane incantati dall’armonia del paesaggio e dalla dolcezza dei suoi colli. Un paesaggio che l’uomo ha deciso di preservare nel tempo, per mantenere il più possibile inalterato l’incanto della sua natura e delle sue sorgenti che costituiscono il tesoro nascosto di questo territorio. Qui troviamo Riolo Terme, il cui nome deriva da un piccolo rio (Rio Doccia) che entrò a far parte, nel XIV secolo, del Contado Imolese sotto la giurisdizione del Castello di Laderchio, situato sulla destra del Senio, e fu centro nevralgico della più importante circoscrizione della vallata.

 

Durante il Rinascimento, la fonte del benessere che scaturiva dalle sue acque fu oggetto di desiderio per molti uomini di scienza e attirò l’attenzione di alcuni personaggi illustri tra i quali Lord Byron, Gioacchino Murat, i principi Bonaparte, Pellegrino Artusi e Giosuè Carducci. Nacque così nel 1870, per il beneficio delle sue acque minerali, lo stabilimento termale di Riolo, ancora oggi in attività. Solo nel 1957, venne cambiato il nome del comune da “Riolo Bagni” a “Riolo Terme”, per valorizzare ulteriormente la caratteristica principale di questa cittadina.

 

La natura ha lasciato un’altra opera da preservare, che caratterizza la Valle del Senio, la Vena del Gesso Romagnola: è una dorsale di solfato di calcio, variamente cristallizzato e stratificato, che affiora per una lunghezza di una ventina di chilometri e per una larghezza che non supera mai il chilometro, attraversando tutti i territori della Valle del Senio. In questa dorsale sono presenti molte grotte, ma sicuramente la più celebre e nota è la Grotta del Re Tiberio: lunga complessivamente oltre quattro chilometri, è una testimonianza archeologica che attesta la presenza dell’uomo nella Valle del Senio da diversi millenni.

 

Oltre alle sue acque termali, quando si visita Riolo Terme, è obbligatorio fermarsi a contemplare la maestosità della Rocca sforzesca più famosa nel territorio, la migliore per lo stato di conservazione in cui si trova. Risalente alla fine XIV secolo, questa fortificazione militare presenta tutte le caratteristiche architettoniche medievali dell’epoca. All’interno della Rocca si può vivere una vera immersione nella storia, che ha visto protagonista Caterina Sforza, seguendo i passaggi stretti che portano ai sotterranei fino ai piani alti, seguendo la passerella che percorre tutte le mura che un tempo i cavalieri usavano per controllare o difendere in caso di assedio con arco e frecce.

Poco distante dalla Rocca, in Via Aldo Moro 4, si trova la nostra filiale, la nostra espressione di vicinanza al territorio e alla comunità Riolese.

 

Perché sono le persone che vivono nelle città, il vero grande valore aggiunto, un valore che curiamo ogni giorno, un territorio che non ci stanchiamo mai di esplorare attraverso le immagini e le storie che pubblichiamo nella nostra Terra Comune