Centro di Aiuto alla Vita, da 15 anni un riferimento per le famiglie in difficoltà del territorio

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Dal 2008, anno della sua fondazione, il Centro di Aiuto alla Vita di Castel Bolognese ha teso la mano a 286 famiglie in difficoltà del territorio. Dall’intera area castellana alla valle del Senio con alcune situazioni più critiche prese in carico a Riolo Terme, Casola Valsenio e Solarolo. Una missione scandita da un impegno organizzativo quotidiano sostenuto con forza dalla BCC della Romagna Occidentale.

 

Una realtà, primo centro nato nella Diocesi di Imola, in rete con più di 300 CAV sparsi nella penisola. Lo scopo? Quello di offrire, gratuitamente e con riservatezza, consigli, assistenza ed aiuti materiali alle mamme in attesa di un bimbo. Ma anche promuovere una cultura della vita ed aiutare le famiglie in difficoltà della zona. Il quartier generale del CAV di Castel Bolognese è al civico 1 di via Don Carlo Cavina presso l’ex convento dei Cappuccini. Qui sono attivi il Centro di Ascolto, aperto tutti i lunedì dalle 17 alle 19, e il Punto di Raccolta continua con finestra di accesso al pubblico ogni primo mercoledì del mese dalle 21 alle 22.

 

"Il nostro impegno si radica nei valori della Dottrina Sociale della Chiesa, da cui i nostri fondatori trassero ispirazione nel lontano 1904. Guardando al futuro con occhi colmi di speranza, essi unirono le loro forze per creare qualcosa di significativo, un valore prezioso per le generazioni a venire. Oggi, in sintonia con la nostra identità e con il giusto rispetto per le diverse sensibilità, riteniamo doveroso offrire il nostro sostegno a coloro che si dedicano ogni giorno ad alleviare le fatiche delle persone e delle famiglie in questa tumultuosa epoca densa di fragilità e in cui il dono della genitorialità incontra difficoltà che, grazie ai volontari e alle volontarie del CAV, si possono superare”, così Luigi Cimatti, presidente della BCC Romagna Occidentale, commenta le ragioni del sostegno convinto al Cento di Aiuto alla Vita di Castel Bolognese.

 

Lo scopo della nostra organizzazione, totalmente volontaria, si propone di rendere visibile e concreto lo spirito evangelico della chiesa cattolica e di affermare la sacralità della vita umana - spiega Paola Dalmonte, presidente del CAV di Castel Bolognese -. Proponiamo momenti di incontro e vicinanza a ragazze, donne e coppie alle prese con una gravidanza difficile o indesiderata in un contesto di massima riservatezza. Nessun limite legato all’etnia dell’utenza, le nostre porte sono aperte a cittadini italiani e stranieri. I riferimenti di contatto sono disseminati un po' ovunque in città. Ma anche supportare le giovani madri prive di mezzi o sprovviste delle capacità necessarie a fornire le cure al figlio, al fine di prevenire il ricorso all'aborto”. Non solo. “Tra i nostri compiti c’è anche quello di educare e creare una rinnovata sensibilità nei più giovani per capire il quadro di disagio che attanaglia molte famiglie e tanti loro coetanei meno fortunati nonostante l’apparente sviluppo di questa moderna società – continua -. Raccogliamo beni e prodotti per l’infanzia da 0 a 12-14 anni. Nel corso del 2022 sono nati 12 bambini e quelli da 0 a 3 anni assistiti dal progetto hanno toccato quota 75. A loro diamo un aiuto mensile con l’acquisto di alimenti e beni di prima necessità. Un supporto mirato, tarato sulle reali necessità della fascia anagrafica ma che non comprende da statuto elargizioni economiche alle famiglie, possibile grazie alla generosa collaborazione della BCC della Romagna Occidentale. Una realtà sempre al nostro fianco fin dall’inizio dell’operatività solidale”.

 

Ma c’è di più. “Per i bambini con più di 3 anni di età, invece, raccogliamo abbigliamento e attrezzature fino ai 12-14 anni – conclude la presidente -. Un progetto sfociato di recente nella capillare attività dell’Emporio Solidale ma tenendo distinti i reparti CAV e Caritas per evitare sovrapposizione di aiuti”. Con numeri straordinari: 80-90 bimbi, sopra ai 3 anni di età, vengono aiutati stagionalmente dal CAV di Castel Bolognese mentre quelli seguiti ogni mese interessano circa 75-80 famiglie della zona.