Comunità

Scuola San Giovanni Bosco di Imola, educare guardando la realtà con fiducia

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Da oltre quarant'anni la Scuola San Giovanni Bosco di Imola rappresenta una presenza educativa consolidata per la città e per diversi comuni del territorio. A raccontare la storia e l'impegno quotidiano è Marco Ghiotto, presidente della cooperativa sociale Il Bosco, che gestisce l'istituto di via Montericco, nel comprensorio del Seminario diocesano imolese.

 

"La scuola nasce circa quarant'anni fa dall'iniziativa di un gruppo di genitori che desideravano per i propri figli un percorso educativo coerente con il loro modo di guardare alla vita e alla realtà - spiega Ghiotto -. È una scuola di ispirazione cattolica, riconosciuta dallo Stato, che mette al centro la libertà educativa e il rapporto concreto con il reale". 

 

Secondo il presidente, l'idea di educazione su cui si fonda la scuola va oltre la semplice trasmissione di nozioni. "L'istruzione non è solo consegna di contenuti o competenze tecniche - sottolinea -. Certamente è importante imparare abilità e conoscenza, ma ancora di più lo è aiutare i ragazzi a tenere uno sguardo aperto sulla realtà, a riconoscere la positività della vita e ad affrontarla con fiducia. Questo è il cuore della nostra proposta educativa".

 

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Un approccio che si basa su alcuni valori chiari: la centralità della persone, l'introduzione alla realtà, il ruolo dell'adulto che educa e la collaborazione tra scuola e famiglie. Ogni alunno è una persona unica - spiega Ghiotto -, e il nostro compito è accompagnarlo nel suo percorso di crescita in modo personale. L'educazione è sempre una relazione: educa solo chi è educato, chi vive con passione il proprio cammino e lo comunica ai ragazzi".

 

In questa prospettiva assume grande importanza quello che Ghiotto definisce il "villaggio educante". "La scuola non è mai sola nel compito educativo. Insegnanti, famiglie, educatori del doposcuola, personale della mensa, adulti che entrano in contatto con i ragazzi per laboratori e altre attività collaterali: tutti collaborano alla crescita dei bambini e degli studenti".

 

La scuola San Giovanni Bosco accoglie alunni proveniente da Imola e dai comuni limitrofi. "Storicamente abbiamo una presenza significativa anche da Castel Bolognese - racconta Ghiotto -. Negli anni si è strutturato un servizio di trasporto molto efficiente che accompagna i ragazzi a scuola e li riporta a casa, facilitando la frequenza anche per le famiglie che abitano fuori città".

 

L'istituto si trova in una zona verde del quartiere Pedagna, accanto al seminario diocesano, e offre un percorso educativo completo con quattro ordini scolastici: nido, scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. "Abbiamo quindi un percorso che accompagna i ragazzi dalla prima infanzia fino alle medie - spiega Ghiotto -, con un'attenzione particolare alla continuità educativa".

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Accanto alle attività didattiche tradizionali, la scuola propone diversi percorsi di potenziamento. "Per esempio l'inglese è rafforzato con insegnanti madrelingue che affiancano i docenti in alcune ore di lezione. Alla primaria alcune materie come educazione fisica, musica e lingua inglese sono seguite da specialisti".

 

Non mancano le attività laboratoriali, pensate per avvicinare i ragazzi alla dimensione pratica e tecnologica. "Alle medie abbiamo un laboratorio di falegnameria e multimateriale, dove tecnologia e arte si incontrano. Abbiamo inoltre un'aula informatica con 25 postazioni. Alla primaria proponiamo attività di coding che introducono i ragazzi alla logica dell'algoritmo, sempre con un approccio ludico. E utilizziamo anche una stampante 3D, per mostrare concretamente come funziona oggi la tecnologia nel mondo industriale".

 

Molte di queste esperienze fanno ormai parte della quotidianità della scuola. "Sono attività che portiamo avanti da diversi anni - osserva Ghiotto -, e che per noi sono quasi diventate normali, ma rappresentano un valore aggiunto importante per il percorso formativo dei ragazzi".

 

In questo percorso di crescita, un sostegno significativo arriva anche dalla BCC della Romagna Occidentale. "il contributo della Banca è sempre stato molto importante per noi - sottolinea Ghiotto -, perché ci aiuta a sostenere progetti e cambiamenti organizzativi che altrimenti sarebbero difficili da affrontare".

 

Negli ultimi anni, ad esempio, il supporto della BCC ha accompagnato una riorganizzazione degli orari scolastici. "In passato le lezioni si svolgevano dalle 8 alle 13, dal lunedì al sabato - spiega -. Abbiamo deciso di cambiare impostazione per rispondere meglio alle esigenze delle famiglie e anche un'idea educativa diversa: oggi la scuola si svolge tutte le mattine della settimana, con alcuni rientri programmati per i diversi corsi di studio, e il sabato i ragazzi possono stare a casa con i genitori. Nei primi anni il contributo della Banca ci ha aiutato a coprire i costi di questo cambiamento".

 

 

Per il futuro, invece, l'idea è di destinare una parte del sostegno ricevuto a un fondo di solidarietà per le famiglie. "Abbiamo creato internamente una sorta di fondo per sostenere chi fa più fatica a pagare la retta - racconta Ghiotto -. Alcune famiglie attraversano momenti difficili e vogliamo aiutarle a non rinunciare al percorso educativo che hanno scelto per i propri figli. Una parte del contributo della BCCRO andrà proprio in questa direzione".

 

Nonostante le difficoltà che una scuola paritaria deve affrontare, Ghiotto percepisce una forte stima da parte della città. "Il tema della retta rappresenta inevitabilmente un divario rispetto alla scuola statale, che è gratuita. È un confronto impari, anche se cerchiamo di mantenere il costo il più contenute possibile". Allo stesso tempo, alcuni indicatori confermano la qualità del percorso formativo. "negli ultimi anni i risultati delle prove Invalsi hanno mostrato che la media della nostra scuola è superiore sia a quella regionale sia a quella nazionale. Naturalmente non riteniamo che il valore di una scuola si misuri solo con le performance - precisa Ghiotto -, ma questi dati oggettivi aiutano a capire se il lavoro che si sta facendo va nella direzione giusta".

 

Un'altra sfida riguarda il calo demografico, che sta interessando tutto il sistema scolastico italiano. "I bambini diminuiscono e i posti disponibili sono molto di più rispetto al passato. Per noi questo rende ancora più importante incontrare le esigenze delle famiglie e proporre un'offerta educativa capace di rispondere ai bisogni di oggi".

 

Tra le iniziative che rafforzano il rapporto tra scuola, studenti e famiglie ci sono anche momenti di condivisione fuori dall'aula. "Ogni anno organizziamo un winter camp: una settimana sulla neve con i ragazzi delle elementari e le loro famiglie, tra corsi di sci e attività insieme. In estate invece proponiamo un summer camp in Appennino, in un residence con piscina e spazi per le attività, dove tutto si svolge in lingua inglese".

 

Attività che, conclude Ghiotto, aiutano a rafforzare la comunità educativa. "La scuola non è solo il luogo delle lezioni. È una compagnia di adulti e ragazzi che cresce insieme e che accompagna i bambini a diventare grandi, affrontando la vita con consapevolezza e fiducia".

 

A questo LINK la pagina Facebook della scuola San Giovanni Bosco.

 

A questo LINK il sito internet della scuola.

 

 

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